Immaginata (1982)

01 January 1982

Immaginata / Aira / Dolce tenera signora / Barracuda / Una donna che sia / Ad amarti ora / Come pioggia nel pineto / Amore sempre mio

Musiche e testi: Enzo Maolucci Arrangiamenti: Aldo Russo Produzione: Studio Records Registrato nel DYNAMO STUDIO di Torino nel 1982 Tecnici del suono: Gigi Venegoni - Marco Cimino Grafica: Graphic Designer


[L'indicazione dei musicisti che hanno suonato è divisa per brano, per cui noi abbiamo cercato di riassumere qui di seguito] Voce: Enzo Maolucci Tastiere: Silvano Borgatta (1-2-5-6), Aldo Russo (8) Piano: Silvano Borgatta (4-5-6), Sygfryd Wandowsky (3) Chitarre: Aldo Russo e Gigi Venegoni (2-7) Chitarra elettrica: Gigi Venegoni (3), Aldo Russo (4-5-6), Marcello Capra (8) Chitarra acustica: Enzo Maolucci (5-6), Aldo Russo (8) Basso: Roby Favaro (2-3-4-5-6-8), Roby Celio (7) Sax: Maurizio Giannotti (3-4-5) Batteria: Louis Atzori (2-3-4-5-6-7-8) Percussioni: Louis Atzori (2-4-7) Effetti: Louis Atzori (6-7), Enzo Maolucci (7), Aldo Russo (7) Mezzo soprano: Lauretta Brovida (5) Fiati: J. Capriolo - G. Mucciolo (4) Tromba: Flavio Boldro (8)


1 - IMMAGINATA

Se lei fosse il freddo degli autunni io sarei foglia, sarei terra. E se lei fosse la mia guerra sarebbe quella dei cent'anni. Se fosse un'anima marina sarebbe l'orca più assassina, Se fosse Elena regina per lei si morirebbe ancora. Se fosse una fatica allora la sopporterei se fosse la mia regola io la seguirei se fosse un grande impero l'avrei già conquistata Se fosse la mia corsa non sarebbe mai finita. E se fosse un'auto che ha 20 anni per strada si vedrebbe poco sarebbe l'unico mio gioco un Jaguar "E", guizzo di fuoco. E se lei fosse la mia vita sarebbe il ritmo di un tamburo, una risata il suo passato un'astronave il suo futuro. Se fosse una fatica allora la sopporterei se fosse la mia regola io la seguirei s e fosse la mia morte la vita le avrei dato s e fosse il tempo o il danaro non l'avrei sciupato. E se lei fosse una canzone sarebbe questa che ho cantato. E se lei fosse una pazzia allora sì, sarebbe...Mia.

2 - AIRA

Voglio portarti via da queste maschere di cera con una storia antica che ho trovato bella e vera. E adesso tE la canto come se fosse mia, come fossi un giovane malato di poesia. Lucente nei capelli, acceso dentro i suoi colori Sui cerca una città perduta un giorno tra i pensieri. "Sono principe di AIRA, dei miei sogni la padrona, ed io la canto sempre quando è giovane la luna. La mia ricchezza sta nel suo rimpianto quando è sera, nella libera certezza di trovarla ad ogni ora. AIRA, resto giovane per AIRA, nella musica c'è AIRA. La bellezza è nei suoi tetti d'oro, nei suoi fiori, nel suo ciclo chiaro, nella gente che sorride come il mare, nell'amore che da lei non muore. Ma sono giunto a Teloth dalle case di granito, la gente qui sbadiglia al mio canto disperato. Solo un vecchio piange, e un cieco dice di vedere corone di diamanti sulla fronte del cantore. A Teloth si lavora, il canto è solo una follia, a chi soffre e cerca gioia, gli si dice di andar via. Qui si adorano le leggi, è un paradiso per vigliacchi, io tormento ogni pensiero e getto luce dentro gli occhi. AIRA, cerco il mondo e voglio AIRA, oltre i sogni vedo AIRA. La fanciulla che mi segue è stanca, io sempre biondo e lei quasi bianca. Non vede la bellezza e ora l'ha perduta. Non vede dentro il tempo e il tempo non l'ha perdonata. Arrivo ad Olonay, città dei liuti e delle danze, tra feste e libagioni han bandito le speranze. Mi vestono di porpora e mi invitano a restare, nei marmi e nella giada il mio canto può brillare. Ma quando sono triste i danzatori del deserto mi rubano le rose e mi fan sentire morto. Nell'oppio e nella seta il mio tempo s'è fermato, ma non ho trovato AIRA e chi mi amava mi ha lasciato. AIRA, solo tu rimani. AIRA, solo tu rimani. AIRA, non sono nato per perderti, non sono nato per perderti... Ancora sulla strada mentre cerco questo mito, incontro un vecchio saggio che conosce il mio passato. Ero io che nell'infanzia, da una folgore impazzito, credevo d'esser principe di un regno sconosciuto. Biondo come il sole cantavo AIRA mai veduta, figlio di un pastore cieco e di una giovane perduta. "... ...Finisce qui la storia di un vecchissimo cantore che solo un verso prima era un giovane signore. Nella sera lui scendeva dentro un lago grigio e fondo, e un'idea bella e giovane lasciava il vecchio mondo.

3 - DOLCE TENERA SIGNORA

Dolce tenera signora, è un bel gioco per davvero, tu di classe, raffinata, io pesante, troppo vero. Tu che misuri il tempo tra un sorriso e un ciao, io che ti guardo e parlo come un tatzebao. Lo so, mi dici che sei progressista, annoiata con un professionista che cerca un'estate sportiva, colto, brizzolato, casual, ottimista. Ma tu sei per me le mezze luci del mattino e della sera, le cose che non sono più o che non sono ancora. In un mondo che ricerca la stabilità amo ciò che sta cambiando e che certezze non ti da. Amo tanto i tuoi quarant'anni, la tua bellezza piena d'inganni il tuo passato dentro ai tuoi giorni, la tua tristezza nata senza affanni. Mi piace un po' spiarti tra dieci anni nuda: i seni languidi, la pelle triste che Chanel trasuda. Ragazzetto stupidotto che di vergini sei cotto, tienti pure quelle signorine con l'angoscia del sigillo, io voglio le regine in menopausa con i tacchi a spillo. Perché una ruga certo del male non può fare se due coscie di velluto si son scordate di invecchiare. Le dolci tenere signore, dal fascino disposto al piacere, amanti del tempo frettoloso e ingrato, stringono la fine con furore.

4 - BARRACUDA

Si scoprono le tombe, mia signora si svegliano anche i morti, Dai baci innominati i sensi più delusi son risorti. Per questa bella cosa che ti devo dire: è tua figlia, dodici anni, che mi fa già impazzire. Che struggente tenerezza, che voglia di toccarla, che voglia di morirle dentro, fragile carezza. Con lei io vedo sempre la galera nuda, i fianchi come nuvole, la bocca come un BARRACUDA. Senza peli sulle labbra con la schiena da gattina con la voglia a fiato stretto e la logica cretina. Con lo sguardo che distrugge e che neppure Cristo regge, vuota e viva come una fiamma piena di bugie... come la mamma. "Ti telefono" mi dice, e il telefono ha suonato. Corro col sorriso da mandrillo... Avevano sbagliato. Ho bisogno di altre facce, di altri sogni, di altre amiche di altri gesti, di altri odori di altre morbide fatiche. E via lontano mille miglia, con qualche fessa che mi somiglia che ama primavere ed autunni, che prende le cose con gusto e meraviglia.

5 - UNA DONNA CHE SIA

La ragazzina bacio di prugna, la signorina occhio di strega e la signora dolce mistero, b elle creature, ma solo donne e io voglio cercare una donna per volare. Voglio una donna che sia la pazzia, che sia di un pensiero piuttosto che mia. Voglio una donna che vinca i miei giorni, che sciolga il mio sangue e i miei sensi notturni. Che mi abbracci come il mare e pensi come un giocoliere, che conosca le bugie, ma più belle delle mie. Voglio una donna e voglio pensare che ad ogni istante mi possa stupire. Voglio una donna che cammini da sola ma si lasci tenere tra le braccia ogni ora. Che sia magica e sfuggente, come un vizio la sua mente. Cerchi tutto e chieda nulla, e sia preziosa più che bella. Voglio una donna che sappia ascoltare e da uomo a uomo mi sappia parlare. Voglio una donna che a un tratto mi manchi per la sua voce e per i suoi fianchi. E' una fantasia che esiste nel mio modo d'esser triste, è una favola sincera, se ti piace... non è vera.

6 - AD AMARTI ORA

Ad amarti ora sento piombo nella gola. Nell'aria la mia musica da una nota sola. Qualcuno più veloce ha sparato stamattina. Tu mi guardi tra la gente, la pantera si avvicina. Vai via!... Prendi questo sogno mentre vola, dolce amica. Il resto non importa più, non vale la fatica. Labbra spalancate a divorare il giorno e io dentro al bar col sangue intorno, t u la donna del terrore dietro al banco quella spia. Scappa amore. VATTENE VIA! Vattene via. Vattene via, adesso è l'ora, vattene via! L'infermiere si avvicina, è troppo tardi stamattina, poi mi offre da fumare e va a cercare il mio bicchiere. Io parto dolce amore, ma tu non starci male. Prima o poi lo fanno tutti, non è poi così geniale. Vai via! Nella polvere di ieri dò riposo ai miei pensieri. Scappa col tuo alibi, non piangere là fuori. All'ombra di due lampi devo andare, senza un ciao, senza capire. Da cattivo, non da eroe ma è normale, è così che il tempo vuole. VATTENE VIA, vattene via, vattene via! Vattene via, adesso è l'ora, vattene via! Sento il vuoto in ogni vena e non sopporto la tua pena. La città, che mi ha capito, è più viva stamattina. VATTENE VIA, adesso è l'ora vattene via! Il sogno è già lontano, fai in fretta dolce amica. Accendi quel motore, la pantera è già arrivata. C'è il juke-box che intanto suona un vecchio blues che non perdona. Presto, che finisce il disco, presto amore, presto che... la nota muore.

7 - COME PIOGGIA NEL PINETO

Canto come pioggia nel pineto cerco note di sensualità. È buio nei giardini, la piazza è senza gente il sesso mio ti scava, invade la tua mente. Amo la ragione quando aiuta la follia, la lotta dei miei sensi contro ogni tua bugia. Vieni amore, c'è la pioggia, niente parole umane, parole nuove parlano, gocce di foglie lontane. E piove sul mio ramo sempre vivo, e sulla tua ginestra dolce e amara su questi volti nudi e sulle nude mani, sugli abiti leggeri, sugli agili pensieri. Canto come pioggia nel pineto cerco note di sensualità. Con la pioggia la mia vita scivola nel verde e l'anima smarrita nell'umido si perde. L'incanto dei tuoi seni così bianchi mi ha ferito questa pioggia calda nelle labbra hai trattenuto. Sto male dolce amore mio, mi hai viziato tanto sordo e roco il mio respiro entra nel tuo pianto. E piove sul mio ramo sempre vivo e sulla tua ginestra dolce e amara. Suoni e odori umidi ci guidano le dita. Morire è come un gioco, ma perdi la partita. Piove argento sul tuo collo delicato Lo stringo mentre ti abbandoni e mordi il vuoto. Amo anche il tuo gemito, adoro il tuo spavento, vado pazzo, dolce amore, per ogni tuo lamento.

8 - AMORE SEMPRE MIO

Quando ti ho incontrata mi sembravi scema troppo facile, troppo semplice contro tutti, contro Dio, di te ridevo anch'io. Ho imparato per sentito dire il tuo nome bello da morire, nella testa mi girava e via non se ne andava. Non so perché, ma t'ho cercata tanto. Non so perché, ma t'ho sognata tanto. Non so perché, ma t'ho voluta mia. e non ho mai rimpianto questa mia follia. Tu parlavi un po' con tutti ma nessuno ti ha mai vista dormire, insieme a tè si può soltanto uscire e camminare. Non ti ho mai sentita raccontare un sogno (sempre seria nelle tue certezze) eppure adoro il tuo sorriso, i misteri delle tue carezze. A volte forse ti ho cantata male, a volte ho riso delle tue parole, a volte ti ho voluta solo mia, e proprio in quei momenti sei andata via. Ma non ti ho vista mai tra quei predicanti che ti vogliono in esclusiva, t i ho vista poco tra i perdenti, e più con chi non ti credeva. Tu che canti sempre, tu che gridi in piedi su cancelli, tetti, banchi e marciapiedi, amore, tu sei sempre bella, tra la gente o chiusa in cella. Amore mio, sei la voglia di fare. Amore mio, sempre un po' migliore. Tu sei mia, fantasia strana. Tu sei mia, battaglia quotidiana. Tu sei mia, furiosamente mia. Tu sei mia, teneramente mia. Tu sei mia senza discussione. Amore sempre mio, mia ...RIVOLUZIONE.